Seat RONDA, il pomo della discordia con FIAT

Negli anni ’80 il problema principale della auto meno blasonate era il design, Volvo, Nissan/Datsun, la stessa Honda, sfornavano vetture di ottima qualità ma che parevano disegnate da un team di bambini delle elementari. Per quanto fosse presente una fetta di clientela che più che l’estetica guardava al portafoglio (l’ARNA fu uno splendido

uno spaccato dell'arna che mostra la sua sofisticata tecnica
uno spaccato dell’arna che mostra la sua sofisticata tecnica

esempio: auto dai contenuti tecnici imbattibili, ebbe il picco massimo di vendite quando le giacenze vennero offerte con fortissimi sconti).

La SEAT (Sociedad Española de Automóviles de Turismo) dopo il divorzio dalla FIAT non poteva esportare in Europa i modelli costruiti su licenza (127, Ritmo, 131) prima del 1° gennaio 1986. Tale termine poteva essere anticipato di tre anni se le vetture fossero state sottoposte ad un restyling che avesse fatto loro assumere un aspetto esterno diverso dal corrispondente modello FIAT.

La Ritmo, nel frattempo, aveva già sfornato la seconda serie e le vendite

articolo di Gente Motori del 1983
articolo di Gente Motori del 1983

erano in aumento, così SEAT, in collaborazione con la Rayton-Fissore (si, proprio quelli del MAGNUM) ridisegnò la ritmo, rinnovando gli interni, e si presentò sul mercato europeo con la RONDA, pronta a sfruttare il successo della nuova italiana.

La fabbrica torinese ricorre alla corte di Parigi (la ICC) ma l’arbitrato internazionale da torto alla FIAT: la SEAT può produrre la sua Ronda senza dover versare una peseta alla ex fabbrica madre. Nel frattempo la Spagna rende fiscalmente favorevole

Gente Motori - 1986
Gente Motori – 1986

l’esportazione di auto fabbricate per essere destinate al mercato esterno e, nel 1991, superando l’Italia, diventa il terzo produttore di auto d’Europa.

L’articolo di Gente Motori, letto con gli occhi di oggi, ha un che di “protezionista” nei confronti della Fiat, tanto che l’articolista fa passare il messaggio, tra le righe, che l’arbitrato parigino non può non dare ragione alla Fiat. Quante cose sono cambiate!

 

 

 

Marco Pitzolu

Nato a Roma nel 1978 da una famiglia di origini Sarde è appassionato di Alfa Romeo e di motori in generale. Sposato e con due figli, vive a Padova dove, tra un motore e l'altro, presta servizio presso la Squadra Volante della Questura di Padova. Ha avuto il privilegio di guidare molte delle auto in dotazione alla Polizia negli ultimi anni; tra le ultime una potente Alfa Romeo 159 2.4 JTDM.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *