Q4, una sigla che viene dal passato.

Il nuovo (e primo) SUV a marchio Alfa Romeo denominato Stelvio, presentato qualche mese fa fa al salone di Los Angeles, ha catturato l’attenzione degli alfisti e degli appassionati di

Lo Stelvio in una immagine promozionale.

motori in generale. Tra le varie caratteristiche spicca la trazione integrale permanente denominata Q4, già da poco disponibile sulla Giulia Veloce. Ma se Stelvio è stato il primo SUV, quando è stata impiegata per la prima volta la trazione integrale permanente su di un’Alfa Romeo?

Negli anni ’50 la trazione integrale poteva essere giustificata solo su di un veicolo che fosse destinato ad usi militari o comunque al fuoristrada, ne è un esempio l’Alfa Matta, concorrente, insieme alla Fiat Campagnola, del bando lanciato dall’Esercito per sostituire le Jeep willis residuati bellici.

un'Alfa Romeo "Matta" alla partenza della Mille Miglia 2016
un’Alfa Romeo “Matta” alla partenza della Mille Miglia 2016.

Si trattava comunque di un sistema di trazione nei quali “l’integrale” veniva inserito manualmente dal conducente a seconda delle esigenze e mai usato nella marcia normale su asfalto. Similarmente al meccanismo che verrà installato sull’Alfa 33 4×4, dove la trazione integrale, prima in maniera manuale e successivamente premendo un tasto, viene inserita dal conducente a seconda delle esigenze.

l’alfa 33 4×4 che partecipò alla Parigi-Dakar del 1986.

Proprio la “33” viene scelta dall’Alfa Romeo come “banco di prova” per la trazione integrale permanente: al nuovo motore boxer 1700 da 16 valvole venne affiancato un cambio con ripartitore, giunto elettromagnetico e giunto centrale viscoso tipo Ferguson, così da permettere, alla grintosa media, di distribuire la trazione integralmente su tutte e quattro le ruote. Sistema semplice ed efficace dove la parte elettronica era rappresentata esclusvamente dalla centralina che gestiva Il giunto elettromagnetico. La denominazione ufficiale dell’auto era un po’ lunga: Alfa 33 S 16V Quadrifoglio verde Permanent 4, ci voleva tutta la larghezza del baule per scriverlo!

il posteriore della Alfa 33 Permanent. Si nota l’indicazione del modello che utilizza tutto lo spazio disponibile.

Dopo la 33 è il turno della nuova 155: anche la sostituta della gloriosa “75” viene equpaggiata con un sistema di trazione integrale. All’Alfa Romeo vanno sul sicuro ed adattano il motore turbo della Lancia Delta  e la relativa trasmissione integrale. Per migliorare il family felling viene scelta una sigla molto azzeccata: Q4 ed il relativo logo verrà applicato sia sulle 33 (che non saranno più denominate permanent 4) che sull’ammiraglia Alfa 164. Proprio su quest’ultima il sistema Q4 è accoppiato al potente motore 3.0 V6 24 valvole da 231 cavalli, garantendo senzazioni di guida elevatissime.

il logo Q4 sulla 164

Bisognerà attendere fino al 2003 per vedere di nuovo la sigla q4 comparire su di una Alfa Romeo, si tratta della Alfa 156 Crosswagon, una derivata della 156 sportwagon (che nel frattempo aveva subito un restyling ad opera di Giugiaro) dotata di assetto rialzato e di una nuova trazione integrale permanente.

Da allora sia le successive Alfa 159 che la coupè Brera avranno in listino una versione Q4, della 159 verrà realizzata anche una versione rialzata denominata anch’essa crosswagon. Tutte le auto di cui abbiamo parlato sinora (eccezion fatta per la Matta) hanno una cosa in comune. si tratta di vetture nate a trazione anteriore alle quali è stata installata la trazione integrale.

la Giulia Veloce Q4, si nota il nuovo logo.

Con i nuovi modelli Giulia Q4 e Stelvio Q4 la filosofia si è invertita: due auto nate a trazione posteriore sulle quali viene “inserita” una trazione integrale! Senza scendere troppo nei particolari tecnici vale la pena ricordare che l’equilibrio dei pesi delle due nuove Alfa Romeo, è stato realizzato anche grazie al contenimento delle masse degli organi di trasmissione: il differenziale anteriore dello Stelvio è grande come una palla da calcetto, mentre al centro si trova il gruppo ripartitore a controllo elettronico capace di trasferire fino a metà della coppia motrice all’avantreno, in entrambe le vetture l’albero di trasmissione è cavo e realizzato in carbonio. Mentre nei sistemi che abbiamo visto in precedenza, la coppia veniva ripartita constantemente all’uno o all’altro asse (anche se in proporzioni variabili) il nuovo Q4, in condizioni di marcia normale ed ottimale, impegna TUTTA la coppia a disposizione sull’asse posteriore, decidendo quando e se utlizzare la trazione integrale. Un aneddoto, tutti avrete visto su youtube il video della Giulia Q4 sulla neve che “scoda”, ebbene il collaudatore che

guidava l’auto ha raccontato ai suoi colleghi (che ce lo hanno raccontato a loro volta durante il test drive di Stelvio in pista a Balocco) che era estremamente difficile e faticoso metterla in crisi!

Marco Pitzolu

Nato a Roma nel 1978 da una famiglia di origini Sarde è appassionato di Alfa Romeo e di motori in generale. Sposato e con due figli, vive a Padova dove, tra un motore e l'altro, presta servizio presso la Squadra Volante della Questura di Padova. Ha avuto il privilegio di guidare molte delle auto in dotazione alla Polizia negli ultimi anni; tra le ultime una potente Alfa Romeo 159 2.4 JTDM.

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