Quadrifoglioverde Dossier: Alfa 164.

header164Verso la fine degli anni ’70, le strategie per il futuro dell’Alfa Romeo potevano essere riassunte in tre grandi progetti: la sostituzione dell’Alfetta, quella dell’Alfasud e la nuova ammiraglia che avrebbe preso il posto della sfortunata Alfa 6 e della meteora Alfa 90. Delle prime due ci occuperemo in altri Quadrifoglioverde dossier, mentre l’ultima sarà la protagonista odierna.

i primi disegni della 164 - 1983
i primi disegni della 164 – 1983

LA GENESI

Presentata nel 1987 la “Alfa 164” è stata la prima berlina di alto livello della casa di Arese con trazione anteriore, scelta che fu dettata principalmente dall’impossibilità economica, per l’Alfa Romeo, di effettuare investimenti in un segmento che rappresentava (negli anni ’80) circa il 15% del mercato dell’auto in Europa, e che prometteva sia margini più elevati che maggiori rischi. Così, nel 1982, con qualche anno di ritardo, Ettore Massacesi firma l’accordo con il quale l’Alfa Romeo entra nel progetto “TIPO 4”, affiancandosi a FIAT, Lancia e SAAB per lo sviluppo in comune di una berlina di alto livello.

Il design della nuova ammiraglia viene affidato a Pininfarina che, per la prima volta nella

altro disegno di Pininfarina molto simile alla versione definitiva - 1982
altro disegno di Pininfarina molto simile alla versione definitiva – firmato da Enrico Fumia e datato 1982

storia della collaborazione con Alfa romeo, è chiamato a disegnare una berlina che verrà prodotta in grande serie. Il punto fermo è realizzare un’auto diversa dalle tre “cugine” (lancia Thema, Fiat Croma e Saab 900) che possa riassumere in se concetti di sportività e confort. Particolare attenzione viene destinata al frontale ed alla ricerca aerodinamica, per questo motivo la sospensione anteriore (del tipo mcpherson in comune con le altre auto) viene modificata in

modello in polistirolo, notare i cerchi dell'Alfa 6 e le soluzioni avveniristiche come i lampeggiatori di direzione che "chiudono" idealmente la nervatura della fiancata.
modello in polistirolo, notare i cerchi dell’Alfa 6 e le soluzioni avveniristiche come i lampeggiatori di direzione che “chiudono” idealmente la nervatura della fiancata.

maniera da poter realizzare un cofano motore più spiovente; nessuna delle appendici esterne, inoltre, ha funzioni meramente estetiche. Il risultato è una linea pulita con un Cx di tutto rispetto (0,305). Anche le regolazioni delle sospensioni vengono modificate secondo le indicazioni dei collaudatori Alfa Romeo, soprattutto per adattare l’auto alla presenza dei potenti motori Alfa.

le prove aerodinamiche nella galleria del vento Pininfarina
le prove aerodinamiche nella galleria del vento Pininfarina

LA TECNICA

Il propulsore di accesso è rappresentato dal bialbero di 1962 CC con doppia accensione già montato sulla “75”, capace di 145 cavalli e con una velocità massima dichiarata di 210 km/h; in ritardo rispetto alla concorrenza, soprattutto europea, anche la “164” monta un propulsore a ciclo Diesel: è il 2500 della VM che sviluppa 114 cavalli e permette di raggiungere quasi i duecento all’ora (195 km/h dichiarati).

Ma la regina delle ammiraglie monta un motore molto caro alla tradizione Alfa Romeo, si tratta del 6 cilindri a V da 2549 cc da 188 cavalli (185 nella versione Europa e 179 dal 1989) che “Quattroruote” verificò, nella prova su strada del 1987, capace di spingere la 164 ad oltre 234 km/h, la più veloce della categoria. Anche la dotazione di accessori a richiesta è ampia, sono disponibili, oltre al climatizzatore automatico, all’ABS ed agli interni in pelle, addiritture le sospensioni autolivellanti.

Come è facile immaginare l’Alfa 164 è destinata a sostituire l’Alfa 90 (già erede dell’Alfa 6) la cui sorte è ormai segnata. Le differenze tra le auto sono significative, così come le prestazioni, più simili a quelle della “piccola” 75 seppur questa sia più “nervosa”. La 164 coniuga brillantezza e confort anche nella motorizzazione duemila, insieme a consumi tutto sommato contenuti.

tabella164Anche la versione turbodiesel offre prestazioni di tutto rispetto, equipaggiata con un propulsore realizzato dalla VM di Cento (FE), supera i 200 km/h nelle prove di “Quattroruote” (circa dieci km/h in più rispetto alle “cugine” Fiat e Lancia) con consumi decisamente più contenuti. Purtroppo il propulsore diesel diverrà famoso per una precisa debolezza: la scarsa durata delle guarnizioni di testa. Si narrà addirittura di professionisti ed agenti di commercio diventati esperti nell’effettuare l’operazione in proprio nel garage di casa.

Per tutti i modelli la trazione è anteriore con motore trasversale e gruppo cambio/differenziale accoppiato; dopo anni di leveraggi lunghissimi e “grattate”, finalmente, cambiare marcia su di un’Alfa Romeo di alta gamma è un piacere; buono il telaio e la qualità degli accoppiamenti e della verniciatura della carrozzeria.

PERCHE’ COMPRARLA?

La 164 farà breccia nel cuore dei petrolhead. E’, in definitiva, una vera ammiraglia con prestazioni in larga parte superiori a quelle delle concorrenti dirette del tempo, unite ad un livello di confort all’altezza della situazione. Ottima la versione 2000 Twin Spark per chi vuole avvicinarsi al mondo delle auto storiche con una spesa modica (si riesce ancora ad acquistare un bell’esemplare con massimo 2500 euro). Il modello di riferimento per  il mercato, però, è la 3000 V6, molto rara, è facile trovarne di “gasate” negli anni di utilizzo normale per economizzare i costi di gestione. Per portarne a casa una in medie condizioni ci vogliono almeno 4/5000 euro. Attenzione, la 164 non ha particolari problemi di corrosione, ma se l’auto è stata molto all’aperto i danni maggiori potrebbero averli subiti la tappezzeria e le plastiche degli interni, che tendono a seccarsi ed a spaccarsi. Gli sfasciacarrozze in questo caso non sono molto di aiuto. Cautela anche per la 3000 V6, se è stata ferma per molto tempo verificare sempre, prima di tentare qualsiasi avviamento, il livello dell’olio e che il motore giri “libero”, il tendicinghia idraulico potrebbe giocare qualche brutto scherzo.

la 164 3000 V6 24 Valvole Quadrifoglio Verde
la 164 3000 V6 24 Valvole Quadrifoglio Verde

Chi non è impaurito dai costi del “bollo” può optare per i modelli ’93, con i quali si raggiunge la massima evoluzione della 164, prima la 3000 V6 24V Quadrifoglio da 232 cavalli e poi la Q4, che perde un cavallo ma si presenta con la trazione integrale permanente a gestione elettronica. Questi modelli top di gamma, pur essendo ancora gravati dalla tassa di possesso “intera”, non sono così a buon mercato, rarissimo trovarne una in vendita, ancor di più in vendita a meno di 10 mila euro.

Marco Pitzolu

Nato a Roma nel 1978 da una famiglia di origini Sarde è appassionato di Alfa Romeo e di motori in generale. Sposato e con due figli, vive a Padova dove, tra un motore e l'altro, presta servizio presso la Squadra Volante della Questura di Padova. Ha avuto il privilegio di guidare molte delle auto in dotazione alla Polizia negli ultimi anni; tra le ultime una potente Alfa Romeo 159 2.4 JTDM.

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